SEMINARIO VESCOVILE DI AVERSA
GIORNATA DI PREGHIERA E DI RIFLESSIONE PER LE FAMIGLIE DEI SEMINARISTI MUGNANO DEL CARDINALE (AV) 06 APRILE 2008
IN FAMIGLIA…
Mugnano del Cardinale è una località ai piedi del massiccio del Partenio, in provincia di Avellino, che in tempi remoti fu un importante insediamento romano, come confermano i resti di mosaici, sculture e resti di un impianto termale scoperti nel XVIII sec. Nel 1641 il Comune di Mugnano cedette l’antica chiesetta di S. Pietro a Cesarano al prete napoletano Michele Trabucco, il quale fondò una casa religiosa destinata a diventare in breve un centro di spiritualità, di fede e di cultura, anche perché nel convento vi era una ricca biblioteca che molto interessò l’archeologo Teodoro Mommsen. Tornare a Mugnano è sempre una grande gioia, non solo per quel che ha rappresentato, ma per quel che è oggi, un riferimento certo per convegni ed incontri religiosi proprio in questa antica sede, attualmente proprietà della Diocesi di Aversa, dove le Associazioni, i Movimenti ed i gruppi possono condividere esperienze e momenti forti di aggregazione. Domenica 6 aprile c.a. è stata la cornice dell’incontro che don Stefano Rega, Rettore del Seminario Vescovile ha organizzato con le famiglie dei giovani seminaristi, per incoraggiare e sostenere il percorso di accompagnamento nella scelta vocazionale. Relatore il Rettore del Seminario Arcivescovile di Napoli, Don Antonio Serra (una casualità, ha il cognome del frate francescano al quale è intitolato il Movimento cui appartengo!) che ha saputo intrattenere con spigliata padronanza i tanti convenuti sul delicato tema: “Quale ruolo devono assumere i genitori d’un seminarista?” Francamente, è un momento decisivo assecondare la scelta di un figlio che chiede di andare in Seminario, alla ricerca del senso della vita. Comunemente le aspirazioni sono altre, un buon posto di lavoro, una famiglia, il benessere economico, insomma un ruolo nella società civile. Quando i sogni dei genitori non trovano rispondenza negli obiettivi dei figli, c’è contrasto, capita se scelgono un lavoro autonomo od artistico, se portano in casa amici non graditi, figurarsi quando un ragazzo comunica che vuol diventare sacerdote nella nostra realtà in cui il prete non è più un modello di convenienza e di prestigio come nei tempi dell’ordine cavalleresco né uno stereotipo di successo perchè diffonde ideali inversamente proporzionali e contrari alla società dell’immagine. Il ragazzo che si allontana da casa per andare in Seminario lascia perplessi i genitori che si chiedono “perché, cosa gli capita, dove ho sbagliato?” come se la scelta del loro figlio fosse un disturbo mentale od una fuga dalla famiglia. Non tutti si sentono privilegiati ed onorati dalla grazia di un figlio sacerdote, alcuni, invece, assecondano con trepidante premura questo figlio caro e benedetto dalla luce divina. Padre Serra riferendo qualche testimonianza personale si commuove, specie quando ammette d’essere affezionato alla madre tanto da dedicarle ogni momento libero ed il pranzo domenicale. Certo, tutte le mamme avvertono di quanto affetto ha bisogno un figlio sacerdote che dedica tutta la sua vita agli altri, che è sempre pronto ad ascoltare e a prestare il ministero con totale donazione di sé; una mamma si chiede chi gli sarà vicino nei momenti di maggiore fatica o di solitudine, chi si prenderà cura di lui quando lei non ci sarà più…è una costante apprensione! Tra i vari interventi seguenti la relazione, oltre questi interrogativi riportati, particolarmente incisiva la testimonianza di una mamma che ha risposto con gioia alla richiesta del figlio, che ha confermato di sentirsi prediletta per aver donato il suo gioiello al Signore, che dal profondo del cuore ringrazia ed accetta la Sua volontà seguendo ed assistendo con la preghiera il suo cammino vocazionale. E’ stata per tutti una bella lezione di fede, un po’ la prova concreta del messaggio che con la sua relazione padre Serra voleva consegnarci, ovvero l’importanza della fede che è il sentimento dell’abbandono alla volontà del Signore, è l’affidarsi senza riserve al disegno divino, è il primo e l’ultimo traguardo della vita, è la certezza della salvezza. Come si perviene alla fede matura è un percorso interiore personalissimo, non c’è età prestabilita né modalità; un giovane che sceglie di essere sacerdote oggi è sicuramente generoso ed altruista, è più consapevole dei suoi coetanei, insegue e persegue un cammino di gioia e d’amore, ha scelto di vivere con intensità la chiamata. Sui volti delle mamme e dei papà presenti all’incontro ho notato la soddisfazione e la gioia di essere stati rassicurati dell’affetto e delle costanti premure con cui i figli vengono seguiti in Seminario ed anche la convinzione che le loro scelte non possono in alcun modo essere contrastate, anzi assecondate e favorite. Al Rettore Padre Serra un sincero grazie per la sobrietà e la delicatezza dei sentimenti espressi, in cui tutti ci siamo ritrovati, al Rettore don Stefano la conferma che la sua generosità, la serietà dell’ impegno che quotidianamente profonde, gli è ampiamente riconosciuta dall’affetto con cui i ragazzi, i genitori e gli amici serrani rispondono alle sue lodevoli iniziative.
Maria Luisa Coppola Serra Club Aversa
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